IL "BELPAESE" IN 6 CAPOLAVORI AMBIENTATI
DAL DOPOGUERRA AGLI ANNI DI PIOMBO
La storia e l'evoluzione sociale dell'Italia degli ultimi cinquant'anni, le passioni politiche, la nascita e la crisi del miracolo economico raccontati attraverso lo sguardo lucido e sincero di autori come Vittorio De Sica, Mario Monicelli, Federico Fellini, Ettore Scola e Dino Risi.
PROGRAMMA
Sala delle Assemblee della Carispaq - ORE 16.30
- Mercoledì 28 Febbraio
GUARDIE E LADRI di Steno e Mario Monicelli 1951 - 101’
E’ un’Italia ancora impegnata nella ricostruzione ma come sempre attenta ai valori autentici e all’importanza dei sentimenti quella che nel ‘51 si identifica volentieri con i personaggi di “Guardie e ladri”, una storia drammatica ma raccontata con grande umanità. Il film rivela con semplicità e, fatto nuovo, ilarità, i mille problemi di una quotidianità non ancora toccata dai benefici di una vera rinascita sociale ed economica. Steno e Monicelli partono dall’ambientazione neorealista tipica di quegli anni ma la contaminano subito con la farsa e complici due grandi attori ai massimi livelli, Totò e Fabrizi, vanno ad anticipare con grande intuito quelle che saranno poi, in toni più spensierati, le caratteristiche della grande commedia all’italiana.
- Mercoledì 7 Marzo
UMBERTO D di Vittorio De Sica 1952 - 89’
Una storia drammatica, intensa, di grande lirismo, che De Sica realizza ignorando per fortuna il consiglio interessato della prudente politica di allora di evitare di mostrare pubblicamente le scomode ferite di una nazione che ancora non riusciva a garantire a molti suoi figli il ritorno ad una esistenza dignitosa. Forse il più bel film sul dramma della solitudine e sulla vecchiaia, in grado di coinvolgere emotivamente lo spettatore e di farlo riflettere su temi fondamentali come la dignità umana. Memorabili i protagonisti, due attori al debutto, il professor Battisti, illustre glottologo del tempo, nel ruolo di Umberto e Maria Pia Casilio in quello della giovane cameriera.
- Mercoledì 14 marzo
LA DOLCE VITA di Federico Fellini 1960 - 173’
Troppo facile ricorrere agli stereotipi, e francamente anche limitativo: questo film inimitabile non racconta solo lo stile di vita di un’epoca, ma, composizione variegata e volutamente senza riferimenti, è soprattutto un affresco impietoso e lucido sugli effetti del sovraccarico di valori, siano essi veri o effimeri, che si verifica in Italia quando arriva il conto da pagare, quando i fumi svaniscono e i veri effetti del boom economico diventano impietosamente evidenti. E Fellini sceglie di non giudicare direttamente ma di proporre invece una formidabile catena di immagini simboliche, potenti ed evocative: le riflessioni sono lasciate allo spettatore e l’esperienza visiva si rivela molto intensa, quasi catartica.
- Mercoledì 21 Marzo
UNA VITA DIFFICILE di Dino Risi 1961 - 118’
Se Totò è stato al cinema il rappresentante incontrastato della bonaria arte di arrangiarsi, Alberto Sordi ha incarnato invece nel corso della sua carriera una italianità diversa, giocata su limiti più ampi e su registri comico-grotteschi confluiti spesso nella satira. Spesso si è trattato di film con personaggi vili o perlomeno ambigui, che gli italiani con grande senso di autocritica hanno comunque accettato senza problemi, perché in fondo almeno in parte si identificavano in essi. “Una vita difficile”è uno dei film più sinceri di Risi, una commedia amara che racconta vent’anni di Italia dalla guerra partigiana ai primi sinistri scricchiolii del boom economico. Un capolavoro assoluto che attraverso le peripezie del giornalista Silvio Magnozzi rappresenta il processo di disillusione che si è ormai sostituito all’entusiasmo nella società italiana.
- Mercoledì 28 Marzo
BRUTTI, SPORCHI E CATTIVI di Ettore Scola 1976 - 115’
Una ragazzina in stivaloni di gomma gialla attraversa un campo della polverosa periferia romana seguita da uno stuolo di bambini, e proprio lì vicino il cupolone della capitale sembra osservarli. C’è poesia in questo frammento iniziale di “Brutti sporchi e cattivi” di Ettore Scola, ma la magia dura poco: i ragazzini vengono in realtà rinchiusi in una grande gabbia, e dalle baracche circostanti fuoriesce tutta una serie di personaggi aggressivi e grotteschi. La giornata dei sottoproletari rifiutati dal progresso ha inizio! Volutamente lontano dallo sguardo pasoliniano Ettore Scola realizza un film duro e diretto, un pugno nello stomaco dove la morale viene praticamente soppiantata dallo spirito di sopravvivenza e il personaggio di Manfredi, Giacinto, si fa interprete principale di una satira lucida e cattiva. Il mondo “normale” che la sua gente tenta di imitare, di sfiorare, è a poche centinaia di metri, ma in realtà la distanza, e questo è il vero dramma, è assolutamente incolmabile.
- Mercoledì 4 Aprile
UN BORGHESE PICCOLO PICCOLO di Mario Monicelli 1977 - 122’
A metà degli anni settanta la commedia cinematografica italiana non può più fare a meno di esimersi dal rappresentare i cambiamenti in atto nella società: sono gli anni di piombo, e al precedente entusiasmo è subentrata negli italiani e in chi li racconta una disillusione di fondo. E’ inevitabile che le sceneggiature diventino più lucide e improntate ad un certo sarcasmo, perché ormai si è persa la voglia di ridere di sè stessi e persino Monicelli e Alberto Sordi, il personaggio borghese per antonomasia, virano al nero nella memorabile versione cinematografica di un romanzo di Cerami, “Un borghese piccolo piccolo”. Si tratta di un film intenso e sofferto, sospeso tra grottesco e dramma, in grado di influenzare notevolmente negli anni seguenti le opere di tanti autori: dopo i nuovi confini tracciati da questo film la commedia non sarebbe stata più la stessa...
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Data ultimo aggiornamento: 07 febbraio 2008